Algae Ready: il biocombustibile che ti fa volare

Partito il referendum per individuare con il vostro aiuto il miglior testimonial della crescita felice (con il quale è possibile vincere una vacanza romana!), ci è arrivata la segnalazione di una storia speciale e tutta italiana. La storia è quella dell’alga Trebouxia, un’alga che si trasforma in biocarburante per il trasporto aereo grazie al progetto Algae Ready… a referendum iniziato non possiamo più inserirla tra le best practice da votare, ma adesso che la conosciamo non possiamo fare a meno di condividerla con voi.

L’importanza dei biocarburanti

I vantaggi dei biocarburanti in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico sono indiscutibili. Basti pensare che percorrendo in volo la tratta tra Roma e New York si produce la stessa quantità di anidride carbonica prodotta da un cittadino europeo nel corso di un intero anno. Sostituire il carburante attualmente impiegato nel trasporto aereo farebbe dunque una grande differenza per l’aria del pianeta.

Molte ricerche si sono concentrate sullo sviluppo di biocarburanti, ma i progetti sino ad oggi messi in campo si sono rivelati costosi, sia in termini economici sia in termini di sfruttamento di risorse naturali. Le alghe, ad esempio, sono sembrate molto promettenti per via degli oli altamente energetici che possono produrre e alcuni colossi, soprattutto americani, hanno avviato coltivazioni algali sperimentali. Tuttavia i problemi riscontrati hanno riguardato anche la qualità del prodotto finale: gli oli estratti in queste coltivazioni si solidificano a basse temperature e per essere utilizzati negli aerei necessitano il taglio con additivi sintetici.

L’alga Trebouxia: olio liquido fino a -20°

Durante una camminata nel Parco del Gran Paradiso, Anna Favre, biologa, e Adriano Biancardi, perito industriale, hanno un’intuizione. Iniziano a studiare un lichene, o meglio, l’alga unicellulare che in simbiosi col fungo ne permette la vita: si tratta della Trebouxia.
L’alga è già conosciuta nell’industria alimentare e nella cosmesi ma il ceppo che i due ricercatori hanno individuato nel lichene ad alta quota ha una caratteristica unica: il suo olio rimane allo stato liquido fino a -20°C!

Viene così fondata Alga Jet e, successivamente, grazie alla collaborazione con il team delle filiere Edizero-Edilana, che fornisce l’ambiente in cui l’alga può essere coltivata, si passa alla fase di realizzazione del biocarburante “intelligente” con Algae-Ready. I risultati vanno al di là di ogni più rosea aspettativa: la coltivazione consente di produrre il doppio del bio-fuel rispetto alle altre, non richiede l’uso di fertilizzanti, né modifiche geniche, né consumo di acqua ma anzi consente di recuperare quella inquinata. L’olio viene estratto inoltre senza uccidere l’alga e in questo modo la stessa superficie di coltivazione può essere riutilizzata decine di volte, limitando l’estensione della coltura e gli scarti di biomassa. La capacità produttiva di 1 ettaro diventa quella di 50 ettari e potrebbe andare oltre!

Le sfide per il futuro

Algae Ready è stata premiata tra le migliori start-up nel settore dell’agricoltura sostenibile e dei biocarburanti nell’ambito di Innovation 2016, manifestazione promossa dal colosso mondiale agri-farmaceutico Bayer.

Nonostante la visibilità avuta con questo e altri riconoscimenti, il consorzio è ancora in attesa degli investimenti giusti per poter competere con i giganti del settore. L’idea ora è quella di sviluppare la coltura di Trebouxia in fotobioreattori su chiatte biogalleggianti, passando dalla produzione in provetta a quella in acquario e, infine, al trasferimento delle colture in mare.

Buona fortuna da parte di EXPO Consumatori 4.0 al progetto di questi ricercatori: la crescita felice passa sicuramente anche dall’alga Trebouxia!

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